Verifica periodica degli impianti di messa a terra
Denuncia iniziale all'INAIL e verifica periodica da organismo abilitato, ogni due o cinque anni secondo l'ambiente.
È l'adempimento che l'elettricista incontra più spesso e che il committente quasi sempre ignora. Dopo la messa in esercizio dell'impianto di messa a terra il datore di lavoro trasmette all'INAIL la dichiarazione di conformità, che vale come denuncia dell'impianto; da lì in avanti l'impianto va sottoposto a verifica periodica da parte di ASL, ARPA o di un organismo abilitato dal Ministero, con cadenza quinquennale nei casi ordinari e biennale negli ambienti a maggior rischio, nei cantieri e nei locali adibiti a uso medico. La verifica non sostituisce la manutenzione ordinaria, che resta a carico del datore di lavoro. Per l'impresa installatrice è una linea di ricavo ricorrente naturale, perché è lei a conoscere l'impianto e a poter accompagnare il cliente alla scadenza.
La procedura, fase per fase
-
1
Realizzazione dell'impianto di messa a terra e rilascio della dichiarazione di conformità
- Chi
- Impresa installatrice
- Termine
- A fine lavori
- Esito
- Dichiarazione di conformità
-
2
Trasmissione della dichiarazione all'INAIL, che vale come denuncia dell'impianto
- Chi
- Datore di lavoro
- Termine
- Alla messa in esercizio
- Esito
- Impianto denunciato
-
3
Determinazione della periodicità in funzione dell'ambiente: quinquennale ordinaria, biennale per cantieri, ambienti a maggior rischio e locali medici
- Chi
- Datore di lavoro con il tecnico
- Termine
- Alla denuncia
- Esito
- Scadenza in calendario
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4
Richiesta della verifica periodica ad ASL, ARPA o organismo abilitato
- Chi
- Datore di lavoro
- Termine
- Entro la scadenza
- Esito
- Incarico conferito
-
5
Esecuzione della verifica e rilascio del verbale
- Chi
- Organismo verificatore
- Termine
- Alla verifica
- Esito
- Verbale di verifica
-
6
Rimozione delle non conformità rilevate e conservazione del verbale a disposizione degli organi di vigilanza
- Chi
- Datore di lavoro con l'impresa
- Termine
- Nei termini indicati nel verbale
- Esito
- Impianto conforme
Cosa si rischia
Sanzioni penali a carico del datore di lavoro per omessa verifica; in caso di infortunio elettrico l'assenza del verbale è un elemento di responsabilità.
Da verificare su fonte primaria
- Casistica esatta degli ambienti a periodicità biennale e regole regionali sugli organismi abilitati
È l'adempimento che l'elettricista incontra più spesso e che il committente quasi sempre ignora. Dopo la messa in esercizio dell'impianto di messa a terra il datore di lavoro trasmette all'INAIL la dichiarazione di conformità, che vale come denuncia dell'impianto; da lì in avanti l'impianto va sottoposto a verifica periodica da parte di ASL, ARPA o di un organismo abilitato dal Ministero, con cadenza quinquennale nei casi ordinari e biennale negli ambienti a maggior rischio, nei cantieri e nei locali adibiti a uso medico. La verifica non sostituisce la manutenzione ordinaria, che resta a carico del datore di lavoro. Per l'impresa installatrice è una linea di ricavo ricorrente naturale, perché è lei a conoscere l'impianto e a poter accompagnare il cliente alla scadenza.
Le fasi della procedura
- Realizzazione dell'impianto di messa a terra e rilascio della dichiarazione di conformità (Impresa installatrice — A fine lavori)
- Trasmissione della dichiarazione all'INAIL, che vale come denuncia dell'impianto (Datore di lavoro — Alla messa in esercizio)
- Determinazione della periodicità in funzione dell'ambiente: quinquennale ordinaria, biennale per cantieri, ambienti a maggior rischio e locali medici (Datore di lavoro con il tecnico — Alla denuncia)
- Richiesta della verifica periodica ad ASL, ARPA o organismo abilitato (Datore di lavoro — Entro la scadenza)
- Esecuzione della verifica e rilascio del verbale (Organismo verificatore — Alla verifica)
- Rimozione delle non conformità rilevate e conservazione del verbale a disposizione degli organi di vigilanza (Datore di lavoro con l'impresa — Nei termini indicati nel verbale)
Se non si adempie
Sanzioni penali a carico del datore di lavoro per omessa verifica; in caso di infortunio elettrico l'assenza del verbale è un elemento di responsabilità.